top of page
  • liberaribelle

17 maggio

"Dai oh sei un gay se non vieni con noi"

"guarda sto frocio che cos'ha fatto"

"La lesbica non la sopporto"


Potrei continuare a fare un elenco infinito, ma ho deciso di fermarmi alle tre affermazioni che ho sentito durante la giornata di ieri a lavoro. Nei primi due casi si tratta di un gruppetto di ragazzini, nel secondo di una donna adulta che si riferiva in questi termini della sua collega.


Oggi avrei potuto scrivere di quanto sia stata meravigliosa la giornata del mio compleanno e di tutte le belle novità in arrivo, ma oggi è il 17 maggio e per me niente può venire prima di questo giorno.


Per chi non lo sapesse oggi è la giornata internazionale contro l'omofobia, bifobia e transfobia.



Il 17 maggio del 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rimosso l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali, e dal 2004, per ricordare la storica decisione che ha causato una rivoluzione del pensiero comune contro stereotipi e pregiudizi, si celebra in tutto il mondo l’International Day against Homophobia, Biphobia and Transphobia (Idahot). Da quel momento, avere una relazione con una persona dello stesso stesso è ufficialmente considerata una “variante naturale del comportamento umano”, come formalizza la definizione dell’OMS.


Formalmente è così ma di fatto? No, perché ancora nel 2020, ogni santo giorno, si assiste ad atti di violenza fisica e verbali ai danni di persone appartenenti alla comunità LGBT.


Il termine gay equivale a quello di stupido, quello di lesbica a stronza. Le mille sfaccettature di una persona vengono completamente annientate perché se sei omosessuale sei solo il gay o la lesbica, il tuo orientamento sessuale diventa il tuo carattere distintivo: nessuno parla mai di Marco l'etero, ma tutti parlano di Alessia la lesbica.


Sono passati quasi dieci anni dal mio coming out e sin da quel momento è sempre stato ben chiaro nella mia mente che avrei avuto una vita tutta in salita, che avrei dovuto lottare per affermare la mia omosessualità e per avere il diritto di potermi sposare con la donna che amo, di poter costruire una famiglia.

Era ben chiaro che per poter avere una vita semplicemente "normale" avrei dovuto lottare contro l'ignoranza che è alla base dell'omofobia, cercando di portare avanti un'idea di cambiamento che partisse dal dialogo, dal confronto.


Dove c'è ignoranza c'è mancanza di conoscenza e così da dieci anni a questa parte continuo a confrontarmi con le altre persone cercando di dare loro gli strumenti di conoscenza che gli mancano. Spesso mi faccio una bella dose di incazzatura e risolvo poco, ma non mi arrendo perché so cosa voglio.


Voglio un mondo libero e non smetto di credere che un giorno questa libertà ci sarà, anche se siamo nel 2020 e in Italia ancora manca una legge a contrasto dell'omo-bi-transfobia e ancora non c'è una parità di diritti. 


Lotto ogni giorno con Fede, tenendola per mano e non nascondendo il nostro amore, è un gesto che non richiede un grosso sforzo perché è completamente naturale, perché l'amore è amore.



bottom of page