• liberaribelle

Il coraggio di andare

Il viaggio come cura dell'anima, ormai questa frase è diventata un luogo comune e per me è davvero così, ma quando penso alle sensazioni di libertà che si provano stando lontano da casa e contando solo sulle proprie forze, i miei pensieri mi riportano a quel momento della mia vita in cui ho superato i miei limiti e le mie paure: vi racconterò di quando ho prenotato il mio primo viaggio in solitaria.


Il viaggio per me è stato un gesto di liberazione da quei pesi sociali che per senso di dovere mi sono sempre portata dietro, ma per arrivare al momento della partenza prima ho dovuto prendere consapevolezza del fatto che non fosse la mia vita quella che stavo vivendo, anzi che non stessi vivendo affatto.


Era l'estate del 2018, la mia vita in quel periodo non mi dava alcuna vibrazione positiva vivevo per inerzia e senza emozioni. Fede era partita per un'attività di volontariato in Africa e io nella mia solitudine stavo iniziando la battaglia che mi avrebbe portata a trovare la vera Valeria.


E' una mattina di luglio, ho da poco aperto gli occhi e sono già con il telefono in mano a scorrere la mia home di Instagram , quando per caso mi imbatto nella pagina di un ragazzo che viaggia in solitaria e che attraverso il viaggio ha trovato se stesso, la sua libertà, la sua felicità. Il solo pensiero di poter vivere un'esperienza simile mi dà una scossa allo stomaco, che bella sensazione quando senti quella stretta che ti dice: "Ci sei, sei qui, sei viva!". A quell'adrenalina positiva segue subito però la paura: sono sempre stata una persona indipendente in grado di cavarsela solo con le proprie forze, ma l'idea di farlo in un posto lontano da casa fa vacillare tutte le mie sicurezze. Chiudo Instagram e smetto di pensarci.


Smettere di pensare ai problemi, in quel periodo della mia vita, era all'ordine del giorno. Non ero felice e sentivo un vuoto dentro che cercavo di colmare frequentando persone che lo erano altrettanto. Pensavo che lo stare in compagnia di chi vive felicemente la vita che la nostra società considera normale, mi avrebbe permesso di arrivare a sentirmi bene così come vedevo stare bene loro. Ho capito in fretta però che queste persone non fossero così felici come pensavo e le ho viste schiave delle loro vite piatte e fatte di abitudini. Stare in compagnia di queste persone mi ha messa davanti ad uno specchio che mi ha mostrato un riflesso che non avrei mai voluto vedere: stavo vivendo esattamente come loro, avevo perso di vista il bello che mi circondava, le mie giornate stavano diventando la fotocopia di loro stesse e tutto questo mi ha messo il terrore addosso. Non potevo e non volevo arrendermi a questa infelicità.


Vedere da un punto esterno la mia vita mi mette davanti tutti quei problemi che cerco da tempo di evitare. La paura questa volta ha risvegliato quell'impulso ad agire da tempo sopito.

Accendo il pc, apro la pagina di Skyscanner e cerco i voli che il mio portafogli può permettersi. Scorrono varie capitali europee e poi eccola lì: Madrid. Sento nuovamente quella scossa allo stomaco che mi fa capire che quella sarà la mia città. Non voglio tergiversare, sento di averlo fatto per troppo tempo e ora voglio solo prenotare il mio viaggio.


In un paio d'ore sono riuscita a riprendere in mano la mia vita. Dopo aver prenotato il mio viaggio, il buio che attorno a me si è fatto luce, le persone vuote di cui mi ero circondata le ho abbandonate per far spazio a Valeria.

Da quel giorno di luglio la mia vita è cambiata radicalmente, ho accettato il mio spirito libero e ho iniziato a nutrirlo facendo esperienze nuove e sono tornata a sentirmi viva.


Viaggiare in solitaria ti cambia la vita, ma tutto ha inizio trovando il coraggio di andare.