• liberaribelle

Sei più che abbastanza

Quante volte ti è capitato di sentirti dire di non essere abbastanza? Mai abbastanza bravə, mai abbastanza qualificatə, mai abbastanza bellə, mai abbastanza all’altezza. Chi più, chi meno, ma a tutti sarà capitato almeno una volta nella vita di trovarsi in questa situazione.

Quello che però capita più spesso, almeno parlo per mia esperienza personale, è che a dirci di non essere abbastanza, di non essere all’altezza, siamo noi stessə. Siamo quella voce che ci ronza in testa ogni volta che dobbiamo provare qualcosa di nuovo. Quella voce che ci dice: “Lascia perdere, non sei unə scrittorə e nessuno ti prenderà in considerazione”; “Il tuo corpo non è abbastanza definito”; “Non sei abbastanza…”.

Potrei continuare all’infinito con tutta questa serie di “mai abbastanza”, perché ammettiamolo siamo talmente tanto bombardatə ogni giorno dalla perfezione che tuttə finiamo in quel maledetto vortice del paragone.

Quella voce, quel senso di insicurezza che ci porta ad auto-sabotarci in partenza e ad essere il nostro peggior nemico, ha origine da quel primo atto di paragone che facciamo vedendo l’apparente quotidianità di chi è ritratto in quella foto.

È questione di un attimo, questi pensieri si insinuano nella tua mente e scatta quel maledetto circolo vizioso in cui inizi a mettere a paragone ogni singolo aspetto della tua vita, confrontandolo con dei modelli che non sono in alcun modo la realtà.

Lo senti dire continuamente che i social non sono la vita reale, te lo stai sentendo ripetere anche adesso e in fondo lo sai benissimo da te che è così, ma non fa la differenza quando quei pensieri arrivano e ti lasci sopraffare.

Leggi continuamente come sia semplicemente una questione di correre il rischio, di fare il primo passo, di trovare un mantra da ripeterti per dirti che sei all’altezza e che sei abbastanza, ma di fatto come si passa da tutte queste belle parole a metterle poi effettivamente in atto?

Riconosci i tuoi errori e trova la tua strada

Per quel che valgono le mie parole, il primo passo da fare è ammettere di aver provato un sentimento di invidia o una qualche forma di gelosia per la vita di queste persone, o meglio, per la rappresentazione di sé di queste.

Sono sentimenti, non belli, ma fanno parte del pacchetto che ad ogni essere umano viene consegnato subito dopo aver fatto il primo respiro di benvenuto al mondo.

Prendine atto, ammettilo a voce alta e poi chiediti quel che davvero potrebbe renderti felice e farti sentire realizzatə. Bada bene, non quello che lə altrə pensano sia la felicità. Poi rispondi sinceramente e per farlo non mettere in mezzo nessun’altra persona se non te stessə.

Se sarai statə davvero sincerə, avrai la risposta di cui hai bisogno per liberarti di quella maledetta voce, che ogni volta ti paralizza quando è il momento di intraprendere la tua strada verso la felicità.

Magari è vero in questo preciso istante non sono abbastanza qualificatə per essere unə scrittorə, ma se mi faccio paralizzare dalla paura di un giudizio negativo non potrò mai diventarlo e poi finché non ci provo il livello per essere abbastanza sarà sempre troppo alto da raggiungere.

Niente è facile e niente è davvero immediato, anche se tutto oggi spinge a credere l’esatto opposto. Ogni cosa, soprattutto quelle che più si desiderano, è il frutto di un lavoro lungo ed un impegno costante.

Prendi un po’ di quell’entusiasmo che magari queste mie parole ti stanno trasmettendo, fanne tesoro per i momenti in cui ti senti più sopraffattə e per ripeterti che, anche se ti sembra impossibile, tu puoi essere più che abbastanza.

P.S. Credo che tu possa fidarti se a dirtelo è una persona che si sente spesso inadattə e non all’altezzə.