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Tenerife: il viaggio che non ti aspetti

È passato ormai qualche giorno dalla fine del viaggio mio e di Fede a Tenerife, come sempre dopo il rientro ho bisogno di alcuni giorni di tempo per poter rielaborare ciò che è stato. O meglio per poter mettere ordine a quel grande mix di emozioni provate e capire gli insegnamenti che mi ha trasmesso. Se a tutto questo aggiungiamo il fatto di essere in isolamento fiduciario, il tempo per andare a fondo non mi manca di certo.


Prima di parlare del viaggio credo sia doveroso fare una premessa e so che ormai questa frase sia sulla bocca di tutti, ma questo 2020 è stato davvero un anno molto diverso dai suoi predecessori. Senza dubbio l'esserci trovati ad affrontare una pandemia che ci ha letteralmente bloccati in casa per mesi, ha permesso a molte persone di fare un bel punto della situazione sulle loro vite. Non in pochi hanno capito di essere profondamente infelici e di dover cambiare radicalmente la propria vita.


Dopo esser state separate per mesi io e Fede abbiamo agito di puro istinto e stanche di aspettare la casa giusta, abbiamo reso perfetta quella che ad entrambe ha fatto illuminare gli occhi non appena ci abbiamo messo i piedi dentro. Nel giro di una settimana esatta abbiamo fatto il trasloco, in sette giorni abbiamo rivoluzionato le nostre vite come solo noi sappiamo fare: ascoltando il cuore e spegnendo la testa.


Abbiamo passato anni della nostra relazione a fantasticare su una casa dove poterci vivere quotidianamente che non ci siamo rese conto di quanto questo potesse essere meravigliosamente stancante. Non ci siamo ascoltate, non abbiamo dato retta ai nostri corpi stanchi perché la voglia di viaggiare era troppo forte. Così ancora una volta di puro istinto, in mezz'ora esatta prenotiamo il nostro viaggio per Tenerife e finalmente i nostri occhi tornano a brillare di quel bagliore che solo i viaggiatori possono capire.


Dopo mesi bloccate nelle nostre case, finalmente la nostra libertà.


L'adrenalina che si prova in questi casi è più forte di qualsiasi altra sensazione o emozione. La senti lì dentro di te ed è un continuo crescendo fino a quando non arriva il giorno della partenza.


Eccoci finalmente in aeroporto, quanto mi era mancato esser lì con il mio passaporto in mano e gli occhi sognanti. In quel momento è impossibile provare sensazioni che non siano positive.


Dopo quattro ore atterriamo e sia io che Fede non vediamo l'ora di iniziare la nostra avventura, al contrario dei viaggi precedenti lei non ha letto nei minimi dettagli la Lonely Planet e non ha cercato di conoscere prima il posto che ci avrebbe ospitate per il nostro viaggio. Questo è stato il primo segnale che non sono stata in grado di cogliere.


Ritiriamo la nostra auto che per i prossimi dieci giorni ci poterà alla scoperta dell'isola, iniziamo a percorrere le strade di Tenerife e subito ci mostra di che pasta sia fatta: oceano e montagne splendide si danno il cambio dando vita ad un paesaggio incredibilmente meraviglioso. La voglia di esplorarlo è così forte che non ci rendiamo conto del tempo che impieghiamo per arrivare alla nostra guest house. Altro segnale non colto.


Arriviamo all'appartamento che è ora di cena, ci accoglie un terrazzo con vista tramonto sull'Oceano ed è impossibile non lasciarsi incantare da così tanta bellezza.Dopo una cena veloce e leggera andiamo a riposare per essere pronte per il nostro primo giorno di esplorazione.


Solitamente durante i nostri viaggi preferiamo spostarci con i mezzi e mischiarci con la gente del posto, perché alle attrazioni turistiche preferiamo vivere davvero il posto che ci ospita perché cerchiamo emozioni vere.

Questa volta però vedendo le distanze da dover percorrere abbiamo deciso di optare per l'auto, ma non sapevamo quanto questo sarebbe stato frustrante per noi.


I primi giorni in cui l'adrenalina è ancora forte ci lanciamo per le lunghe strade di Tenerife alla scoperta dei suoi lati più suggestivi come il Parco del Teide, al Corona Forestal, i monti Anaga, su La Laguna e Punta da Teno dove ho potuto liberarmi in una corsa sui suoi sentieri a picco sull'oceano.


Le bellezze di Tenerife te le devi meritare, te le devi conquistare e noi dopo pochi giorni stavamo già esaurendo le nostre energie. Ammetterlo per me, che di solito sono un instancabile fiume in piena, è stato difficilissimo.


Cos'ho imparato da questo viaggio? Senza dubbio l'importanza di sapersi ascoltare per capire che quando il nostro corpo ci chiede di fermarci noi dobbiamo ascoltarlo. Non è assolutamente facile specie se sei in viaggio e hai un biglietto di ritorno, perché in quel momento l'idea di fermarti nella tua mente equivale a perdere tempo prezioso che dovresti impiegare a scoprire, a riempirti gli occhi di cose nuove e non di certo a riposarti.


Noi invece l'abbiamo fatto, nonostante la difficoltà ad ammetterlo, ci siamo fermate ed è stato uno dei giorni più belli trascorsi sull'isola. Ci ha permesso di conoscerci ancora meglio.

Ancora una volta ci ha fatto andare contro corrente, all'idea così radicata nella mente di molti viaggiatori del dover per forza scoprire e fare, noi ci siamo ribellate e forse quel giorno abbiamo capito che per viaggiare davvero devi esser te stesso, devi vivertelo e noi lo siamo state, vivendo un giorno come lo vivrebbe un abitante del posto.


È stato senza dubbio un viaggio diverso da tutti gli altri, alcune aspettative sono state disattese, ma ciò che conta di più è esser tornate a casa con gli zaini più pesanti di quando siamo partite e non parlo di inutili souvenir, perché noi siamo viaggiatrici e riempiamo i nostri bagagli di forti emozioni e preziosi insegnamenti.